Arteterapia

“Ogni opera d’arte è per me domanda e risposta” – E. Chillida

Metodologia

La metodologia delle Arti terapie espressive si basa su questi aspetti cardine:

Intermodalità

Dalla danza alla pittura, dalla scrittura alla musica, dal movimento al teatro… Le discipline artistiche interagiscono tra loro e non rimangono divise, ma si genera una danza tra differenti linguaggi artistici. Ogni forma artistica arricchisce il lavoro arteterapeutico e da al paziente la possibilità di sperimentare attraverso differenti linguaggi. Ogni linguaggio artistico apporta il suo tesoro. Si favoriscono con tale modalità, il rendersi conto e l’essere nella vita in modo autentico.

Psicologia umanistica con base fenomenologica

Invita a percepire i fenomeni , ciò che appare così come si presenta e non effettuare reinterpretazioni teorico-costruttive. È importante focalizzare l’attenzione nel “cos’è” e “come è” senza interpretarlo e muovendosi nel “qui ed ora”. L’interpretazione nel processo arteterapeutico è nell’entrare in dialogo con l’opera d’arte così come spiegato precedentemente.

L’Esperienza estetica e la creatività

La vita è come una tela bianca dove possiamo dar spazio alla nostra creatività. La creatività è espressione di un linguaggio autentico del nostro Essere, uno spazio con tutti i colori e forme. Tutto ha un posto e niente o nessuno è escluso. E’ dar voce alle immagini e ai sensi attraverso l’espressione artistica.
La creatività genera l’opera d’arte che da passo all’esperienza estetica: vedere con le orecchie, ascoltare con gli occhi, vivere con il tatto.. Fa riferimento alla meraviglia che l’oggetto risveglia nel soggetto attraverso le percezioni sensoriali.
Mette in atto tutte le capacità dell’uomo: la percezione, i sensi interni ed esterni, l’intelligenza e l’affettività contemporaneamente. Può avere effetti liberatori, terapeutici, comunicativi … e in qualche modo non saremo più gli stessi anche se a volte non lo sappiamo.

Risuonare

Lasciarci attraversare da ciò che vediamo, viviamo, sentiamo ed esprimiamo, dal nostro “io”, senza censure, per vedere nuovi significati e scoprire ciò che ancora non si è ascoltato, non si è sentito.

La relazione tra paziente e terapeuta

In questo incontro orizzontale tra paziente e terapeuta dove è presente un grande rispetto e ascolto, si crea “il terzo” , l’inaspettato, quel “tra”, quello spazio fertile a ciò che può accadere e che è ricco di linguaggio simbolico e prese di coscienza.

Il gioco e l’umore

Maestri nel “come se”. Attraverso questi strumenti si sono trattati, da sempre, temi di qualsiasi genere. Il gioco e l’umore creano la possibilità di parlare con le paure, le insicurezze, le scene temute… tramite l’orizzontalità. La sofferenza, il non detto, si trasforma e al rilassarci, possiamo vedere ciò che non potevamo vedere.

L’ascolto

Per vedere non solo ciò che si vede ma quello che c’è più in la. Un ascolto che appoggiandosi nell’etica, interroghi la morale. L’ascolto ci riporta al corpo vivo, un corpo che risuona, un corpo che vibra.

Mettere in discussione

Sfidare come atto di fiducia e amore affinché ognuno sia responsabile e autonomo.